Love is all around - Milan street style






Sunday morning

Photo by C.C

Gli esami si avvicinano? Tu allontanati. 
Sono sul letto, non ho voglia di studiare e sento uno strano profumo in casa. Mia nonna deve essere arrivata con i fiori del giardino. Ogni mattina alle nove si presenta a casa mia con una tipologia diversa. Ha il pollice verde. Il mio è pressoché nero. 
Accendo il computer, apro Facebook e nella home compare una sua foto con un'altra delle sue vittime sacrificali. Che noia. 
Alla fine non è che sia bello. Ha dei lineamenti marcati, naso grosso, mento sporgente, grosse labbra e si passa costantemente le mani tra i capelli. Ma ha un fottuto fascino, non so se riuscite a comprendere. 
Esistono tre categorie: i belli, i brutti e gli artisti. Quest'ultima è una specie a parte. Vi faccio un esempio: anche se un attore è un cesso ambulante in qualche parte del mondo c'è una ragazza che ha stereotipato il suo personaggio e ora ne è follemente innamorata. 
Morale della favola: non esistono uomini brutti. 
Sì, magari incontrerete ragazzi con qualche problema ma ci sarà sicuramente qualcuno che riuscirà a trovare in un angolo nascosto del loro essere una particolare bellezza. 
Per non parlare dell'ego maschile: non lo butteresti giù nemmeno con dei bombardamenti pari a quelli della Seconda Guerra Mondiale. 
E per noi donne? Come funziona? Di merda, oserei dire. 
Scordiamoci innanzitutto una romantica storia d'amore stile Bridget Jones con quel figo di Colin Firth. Non esiste, inutile girarci intorno. 
Ma partiamo dall'adolescenza. Le più sfortunate si innamorano dello stallone della scuola con la speranza che un giorno le degni di uno sguardo. Nel frattempo scrivono poesie mielose, pitturano sassi di mare con cui hanno scontrato il mignolo del piede invocando per un'ora il Padre Eterno e costruiscono fiori di carta da far invidia ai cinesi appollaiati al Duomo alle due di pomeriggio. Attraversiamo tutte, prima o poi, il periodo "l'amore l'hanno inventato solo per farci soffrire in modo che decidessimo di stare sole per l'autodistruzione" e quello "i ragazzi non mi piacciono più, forse sono lesbica". Tranquille, è normale. La svolta non arriva subito. Prima siamo inibite da quattordicimila input estetici provenienti dall'esterno. 
Il culo: deve essere sodo, né troppo grande né troppo piccolo. Il sedere ossuto non piace, come non piace quello stile Kim Kardashian. Lei può, voi no, stampatevelo bene in testa. Non vi rimane che pregare il cielo ogni mattina alle sette o sopprimere tutte le ragazze che hanno il "didietro" migliore del vostro (io opterei per la seconda). 
Le tette: rigorosamente a #coppadichampagne, con hashtag compreso. Ma fatemelo dire, ci siamo anche un po' rotte le palle. C'è chi lo ha a damigiana, chi a flûte e chi a shortino. Stanno dentro un reggiseno, quasi sempre con due strati di gomma piuma in più e non escono mai allo scoperto (a meno che non ci sia un'imboscata). 
Capelli: chi li ha lisci li vuole ricci e chi li ha ricci li vuole lisci. C'è poco da fare. Li piastriamo, coloriamo e stressiamo fino a diventare le sosia di Morticia Addams o nel peggiore dei casi di zio Fester. 
Quando non ci rimane altro da fare che annegare la nostra tristezza in cioccolata calda e marshmallows, capiamo che il mondo là fuori non è come ci viene presentato. 
Megan Fox è una "topa" pazzesca (per dirlo alla toscana) ma ha più plastica lei di Cicciolina e Pamela Anderson messe insieme. Blake Lively a sedici anni aveva un naso peggio di quello di Mr Potato (e ce ne vuole). 
Anche noi abbiamo il diritto di sentirci fighe con la F maiuscola. Ed è un'emozione più unica che rara. Magre o curvy, bionde o more, basse o alte. Siamo nel 2013 e se ti passa un treno tra gli incisivi, sei figa lo stesso. La riprova l'abbiamo dietro l'angolo, basta saperla cogliere. 
Dopo aver condiviso la mia dose di acidità/ironia con il mondo anche quest'oggi, posso ritenermi soddisfatta. Quindi truccatevi, svestitevi, osate ma soprattutto amatevi.
Ps. Schiacciate pure i brufoli. Produce un senso di onnipotenza e soddisfazione.

Ringrazio Dolci Peccati per le buonissime goloserie!




Photo by C.C

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I'M STRONG, I'M INVINCIBLE, I'M ..... !

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Le mie amiche dicono che mi vesto da nonna. Secondo me non è vero. Diciamo che ho un gusto particolare, tutto qui. Sì, va bene, magari ci sono giorni in cui sono un po' troppo alternativa però resto sempre abbastanza sul sobrio. Di certo non esco vestita di carne come Lady Gaga o nuda come Britney Spears. 
Questa mattina ho lavorato al computer e sono andata a fare la spesa se vi può interessare. 
Su internet ci sono gli orari dei treni, degli autobus, dei voli. Non mi capacito della mancanza di quelli delle occasioni. A tutti noi servirebbero. Magari stai facendo la pipì, la tua occasione passa proprio dietro l'angolo e tu non la puoi cogliere a causa della tua vescica incontinente. Che triste realtà. 
Per non parlare delle ore alla cassa del supermercato. Non so voi, ma odio fare la coda. Ci sono quelle signore che trascorrono tutta la mattinata a parlare con la cassiera dei loro problemi esistenziali. Lei annuisce, non ascolta e continua a passare la spesa come se niente fosse. Imperterrite, però, loro vanno avanti nell'esposizione dettagliata della ricetta per la pasta e fagioli che cucineranno a pranzo. Nemmeno Benedetta Parodi le uguaglierebbe. Sembra quasi vogliano sapere anche il prezzo della loro vita oltre a quello della spesa. 
Mi sono resa conto che non facciamo altro che parlare di noi stessi. Io sono forte, io sono bello, io sono superdotato. Si scrivono autobiografie come se a qualcuno importasse sapere di cosa ti nutrivi quando eri bambino. Si aprono blog dove fai vedere cosa stai facendo in quel momento come se la tua vita fosse un reality. Su facebook, ora, ci sono anche gli stati d'animo con le faccine per far sapere ai tuoi amichetti come ti senti. Ma io mi chiedo. Cosa cavolo mi interessa apprendere che sei  depresso/stanco/infastidito/in pessimo stato? Proprio un belino. 
La verità è che la nostra storia interessa solo a noi e quella degli altri ci incuriosisce sempre meno. Pensiamo che il mondo giri intorno al nostro ombelico e non ci rendiamo conto delle tantissime persone che hanno bisogno di noi e delle nostre attenzioni. 
Quindi limate il vostro ego, dimezzatelo quando è il caso, e smettete di usare quelle emoticon. 
Pace e amore.
Molly

15 simple things

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Partiamo dal presupposto che sono una patata. Vi spiego: "patata" è quella ragazza un po' ingenua, con il sorriso da ebete, che quando ti guarda chiedi all'amico se è sul pianeta terra oppure sta volando in qualche universo parallelo. Beh, io sono esattamente così. Entusiasmante, lo so. In un certo senso amo viaggiare.
Sono predisposta per sparare cavolate e per scriverne altrettante. La manualità non è il mio forte, non lo è mai stato e mai lo sarà. E per di più sono un completo disastro nello sport.
Ma ecco le cose che proprio non so fare:
1) Andare in bicicletta. E' un mio handicap e lo riconosco come tale. Non ci riesco proprio, è più forte di me, e me ne vergogno. Se si tratta di curvare poi, è la mia fine: finisco direttamente con la mia dolce metà (il culo) sull'asfalto. Questione di equilibri.
2) Piegare maglie/magliette/maglioncini. Mi vengono sempre uno diverso dall'altro. Ma se si tratta di calzini sono un asso.
3) Mettere la crema solare, anzi s p a l m a r l a. Cari miei, ebbene sì: divento un dalmata. Molto probabilmente non riesco ad arrivare dappertutto, fatto sta che il risultato è terrificante.
4) Fischiare. Né con le dite né senza. Che triste infanzia, lo ammetto.
5) Disegnare. I miei disegni potrebbero essere esposti al museo paleontologico e nessuno si accorgerebbe delle differenze.
6) Arrabbiarmi ed inveire subito. Ho sempre bisogno di un po' di tempo per rielaborare la situazione.
7) Sputare. Non che sia una cosa bella da fare, però una volta ho provato e non sono andata oltre la punta della mia scarpa. Da qual giorno il mio soprannome è "sbrodolina". No comment.
8) Girare la frittata. In senso fisico e non. Mi viene più che altro un pasticcio di uova.
9) Mettere lo smalto sulla mano destra. Le mie unghie diventano opere sulla scia di Pollock.
10) Non so leggere una cartina stradale. E' inutile, vado sempre nella direzione opposta.
11) Non so ballare in discoteca. Mi viene un'espressione da deficiente, mi guardo in giro e mi sento ancora più cretina. Classica musica tunz tunz, il ragazzo che te lo appoggia dietro e fa il disinvolto, la ragazza che sale sul cubo e mette il sedere in faccia a tutti coloro che la adorano da sotto. Insomma, non fa per me.
12) Impacchettare i regali. Si trasformano in opere d'arte contemporanea.
13) Aprire una porta. Non so mai se tirare o spingere, cosa che mi mette tantissima ansia. Soprattuto perché penso alla persone che mi stanno guardando e silenziosamente ridono di me (lo fate, lo so benissimo che lo fate).
14) Bere senza fare rumori molesti. Sembro un cammello. Ve lo giuro.
15) Parlare con un operatore telefonico. Mi blocco e balbetto cose senza senso.

OH MY GOD

photo by C.C
model: Luca Vezil 


All'inizio potreste essere abbagliate dalla loro spasmodica perfezione: barba estremamente curata, sopracciglia super rifinite, vestiti alla moda, quell'aria un po' dandy e un po' snob che rende tutto più eccitante. L'uomo fighetto attira sempre, che voi abbiate quindici, venti o trenta anni. Il problema, però, arriva  quando svelano il loro essere, convinti di avervi accalappiato come dei salmoni norvegesi.
Boriosi, arroganti,  ciarlieri, e la maggior parte delle volte con un micro fagiolino, irrompono nella vostra vita con il compito di farvi capire chi non vorreste mai sotto le lenzuola. Vanitosi più di Valeria Marini, si aggirano per il bagno in cerca di lacca o strisce depilatorie con cui ogni giorno devono accuratamente depilarsi il petto, indossano mutande in pandan con i calzini e non vanno a dormire se prima non si sono spalmati mezzo barattolo della crema anti-rughe al profumo di calendula che piace tanto alla mammina. Non si fidanzano con ragazze che non condividono le loro passioni, come per esempio andare dall'estetista, e che abbiano anche solo un neurone in più (la cosa migliore è sempre qualcuno di meno). Tengono più alla loro macchina che a voi, e preferiscono andare in palestra piuttosto che fare sesso. Al mare sfoggiano gambe più lisce delle vostre e pettorali più gonfi della quinta di Pamela Anderson. Borsetta, foulard e occhialino vintage sono un must. Dieta, calorie e parrucchiere sono la routine quotidiana. Saranno sempre più femminili di voi da ogni punto di vista e cercheranno di mettervi in difficoltà in qualunque momento. Ma la cosa che più odio in assoluto di questa tipologia di uomo è il non poter passare la mano tra i loro capelli. Si dileguano come delle anguille, scappano come topi alla vista del gatto pur di non farsi rovinare la capigliatura.
Consigli utili:
- nascondete tutti i loro prodotti di bellezza, anzi buttateli direttamente nella spazzatura.
- fategli terra bruciata intorno: parrucchieri, estetisti, e via dicendo.
- eliminate ogni rasoio da barba: esigiamo l'uomo rude.
- comprategli nuovi vestiti.
- strappate l'abbonamento annuale della palestra che custodiscono con tanto amore.

SEX AND.. TABù

photo by C.C
model: Gaia Viola Giraudi


Queste giornate ancora fredde e uggiose suggeriscono solo una cosa: poltrire beatamente come un opossum. Purtroppo, tra lo studio e genitori che incitano a dare un senso alla tua vita, rendere realtà quel bellissimo sogno, non è possibile. Quindi, o fai finta di leggere il manuale di organizzazione aziendale di quattrocento pagine, collassando ogni tre per due, oppure ti rinchiudi in casa con chi più ti aggrada.
Ebbene, l'altro giorno, parlando con degli amici, mi sono imbattuta nel tema "sesso & co". Sono rimasta sbalordita da quanto una semplice frase come "mi piace fare all'ammmore" sia vista come oggettodeldemonio. In poche parole, una donna non deve ammettere mai (e dico MAI) che fare sesso l'aggrada, non è cosa buona e giusta. Le ragazze si guardano tra di loro allibite, come se avessi detto che quando ti svegli fai pipì nel lavandino, mentre gli uomini fanno gli gnorri o giocano la carta del "macosamidicimai" rimanendo a bocca aperta per la troppa sincerità. Basta fare i santarellini, è una cosa naturale.. sarebbe strano il contrario. Ovvio che non si debba andare in giro urlandolo, ma un po' di sano outing a volte non fa male. I bambini non li porta la cicogna, questo accadeva prima della guerra, e invece di fare l'amore sotto i cavoli, ora si fa sopra i letti, che è anche più comodo. Quando una donna ha la pancia, vuol dire che dentro c'è un bambino, quando un uomo ha la pancia vuol dire che lì dentro c'è un tacchino. Quando invece la pancia ce l'ho io vuol dire.. che semplicemente sono un budino. Il sesso si può fare ovunque, è come la pipì, solo che per fare la pipì non bisogna per forza essere in due, anche se è più bello (i bimbi se lo misurano e le bimbe si reggono la borsetta a vicenda). Il sesso può essere di due tipi: dei maschietti e delle femminucce. Quello dei maschietti ha a che fare con la verdura: o è fava o è pisello. Il sesso delle femminucce, invece, ha a che fare con il mondo animale: è una macchia nera a forma di marmotta vista di schiena, alcune senza capelli e altre no. Gli spermatozoi, poi, sono dei fantasmini, come Casper, che fanno a gara per arrivare primi, come le fashion victim durante i saldi. Per fare sesso, infine, ci vogliono: un letto con le molle che cigolano, un po' di api, dei fiori, bisogna urlare, dire le parolacce, fare rumori come in Beautiful, poi ad un certo uno urla più forte dell'altro e tutto finisce. 

UNWRITTEN


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Suona la sveglia, preparo la colazione e accendo il computer. Ho bisogno dei miei tempi. 
"Riuscirò a farcela?". Ecco il pensiero che puntualmente ogni giorno assale la mia mente alle dieci e mezza della mattina. Beh, credo che tartassi qualunque persona abbia un sogno nel cassetto. La mia risposta? "devo trovare il modo di farcela in questo casino". Le cose non cadono dal cielo. O forse sì.
La sento, sta arrivando, picchietta sulla finestra. Ciao pioggia.

English translation here

Live your life with arms wide open 
Today is where your book begins 
The rest is still unwritten

MY WORLD

photo by C.C


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model: Giorgia Carri

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model: Giorgia Carri

Il mio mondo è rosa, fatto di crema di burro e tante caramelle colorate.
E' amore. Un suo sorriso e io sarò felice. Un suo gesto e io piangerò. Lo amo. Lo amo quando è triste, quando ride, quando piange, quando dorme, quando mi sostiene, quando nonostante tutto sceglie ancora me. Lo amo quando è mio e quando non lo è. Lo amo quando mi ama e quando non lo fa.
E' musica. La gente non scrive canzoni su sane relazioni personali e nessuno sente l'Ipod senza un preciso fine. C'è un ricerca continua in ciò che ascoltiamo, come se inseguissimo una  chiara risposta. Sta a noi trovarla.
E' un'occasione. Le opportunità vanno colte. Non importa dove si finisce e con chi. Alla fine sei sempre dove dovresti essere.  Gli errori fortificano. Le decisioni importanti creano la persona che sei. Impara e cresci con ogni singolo sbaglio. Ma soprattutto, dì sempre ciò che provi senza nasconderti. Non aver timore di metterti in gioco.

Tutto ciò che ti serve è il coraggio di uscirne.
Hai amato, hai lottato.
Cammina a testa alta.

UGLY BETTY IS COMING TO TOWN



Milano è composta da 1.246.031 persone, la metà delle quali sono di sesso maschile. Ciò vuol dire che metà della città è geneticamente predisposta a mentire all'altra metà. Sì, sono la donna che ha in assoluto la peggiore delle opinioni in fatto di uomini. So a cosa state pensando. Vi balena l'idea che la peggiore ce l'abbiate voi, ma non è vero. Ce l'ho io. Simone, il mio fidanzatino delle elementari, mi ha lasciata per una che aveva già le tette. Marco, il ragazzo delle medie, mi ha lasciato per una che invece non le aveva. E quello del liceo, beh, mi ha mollato per una cessa clamorosa di due anni più grande. L'esperienza era una prerogativa più importante a quanto pare. 
Ho capito proprio allora che le brutte fighe vincono sempre. 
Nonostante le borse della spesa sotto gli occhi e i capelli color paglia, queste graziose bestiole catturano l'attenzione maschile più che le carote con i cavalli o le mosche con la carta moschicida. Le brutte fighe non escono di casa senza due chili di fondotinta e un tacco 12. Le brutte fighe non mollano mai la presa, hanno nel dna l'essere gatte morte. Peccato che di deceduto ci sia poco, tranne che il loro cervello. Vive e vegete come anguille guizzanti, ti portano via il ragazzo che nemmeno te ne accorgi. Lo risucchiano, lo mangiano, lo divorano in un sol boccone. Poi, partono lentamente, fingendosi bisognose e problematiche (delicate come due palle di bue, mangiano poco e devono essere coccolate più di tre volte al dì per non cadere di nuovo nel vortice della depressione). Al primo appuntamento appaiono meste e caste, immancabilmente la fanno annusare fino all'esaurimento e sono meglio di Santa Maria Goretti agli albori. Hanno la capacità di far credere a qualunque uomo di aver finalmente trovato la ragazza perfetta, quella che l'ha data solo una volta nella sua vita e che sarà fedele nei secoli come l'arma. Al pari delle migliori geishe, non c'è niente che non farebbero per lui. Lavano, stirano, cucinano, puliscono. Si fanno condurre, dominare, sovrastare. Soddisfano a ogni ora e in qualsiasi momento, qualunque voglia del partner. "Fai di me ciò che vuoi" è il loro stile di vita. 
Se anche tu, come me, vuoi sconfiggere le brutte fighe in questa battaglia all'ultimo paculo (uccello che vola sempre all'altezza del culo), chiama il numero verde 800.992.992 e lascia un messaggio dopo il segnale acustico. Ti richiamerò appena possibile.  

RANDOM


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Sta per finire l'università e le mie amiche si sono già messe d'accordo per andare a correre il lunedì sera. Io, invece, me ne starò tranquillamente seduta su una panchina ad aspettarle. Leggerò libri  ed estasiata ammirerò incantevoli culi muscolosi passare avanti e indietro con il solo fine di rendere il mio ancora più quadrato.
Ebbene sì, i brutti nella nostra società vengono sottovalutati, o meglio, non vengono valorizzati nel modo giusto. Per esempio, le streghe sono orribili, ma senza di loro i bambini non andrebbero a letto presto. E i mostri? A dir poco antiestetici, ma ogni mamma se ne serve per educare i propri bambini. Grazie a loro abbiamo una gioventù meno viziata, meno capricciosa e più colta.
Anche io vorrei perdere peso, ve lo giuro, ma odio perdere.
Non fa per me rinunciare a pizza/dolci/patatine, sudare come una bestia in palestra per sentire il mio corpo dolorante e individuare i muscoli ormai mezzi ammaccati senza nemmeno consultare una tavola anatomica.
Ho deciso, così, di iniziare il programma di recupero del peso forma smettendo di dare consigli che nemmeno io metterò mai in pratica e finendola con l'ascoltare i problemi amorosi altrui che mi portano unicamente ad ingerire una quantità di gelato alla vaniglia pari a quella che trangugiava Bridget Jones nei suoi momenti di totale sconforto. Il lavoro dello psicologo non fa per me. Mi ritroverei con la circonferenza cosce pari a quella di un ippopotamo obeso e molto probabilmente non riuscirei neppure ad allacciarmi le scarpe. Non è una coincidenza che "felice" abbia sei lettere e "gelato" ne abbia altrettante.
Ovviamente fa parte di questo piano dimagrante anche l'attenuare tutto l'odio represso in questi anni verso quelle persone che hanno il cosiddetto metabolismo accelerato. Quindi, cara coinquilina, puoi stare tranquilla, non cercherò più di eliminarti durante la notte, alla fine non è colpa tua; ma dì ai tuoi genitori di guardarsi alle spalle.

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Pitti (#part 2)



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All talk and no trousers

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"All'inizio tutto bene, dopo il fidanzamento calma piatta".
"Ero più attivo da single".
"Sesso orale? Guai. Le fa persino schifo l'idea".
"Non lo facciamo da due mesi.. Per me lo potremmo fare anche tre volte al giorno, ma lei è sempre stanca".
"Tacchi e minigonna fuori, e a letto una suora.... così no, lì nemmeno, dai no, così non mi piace".
"Si è presentata con un completino intimo da capogiro, ormoni a palla, e dopo? una bambola gonfiabile sarebbe stata più attiva".
Queste sono alcune delle cose che fanno arrabbiare il maschietto nel suo territorio preferito: il sesso.
Ci sono donne che sono capaci di fingere qualsiasi cosa pur di portarselo a casa. Da un'esperienza di vita pari a quella di Cicciolina  a "sai che facevo ginnastica artistica? sono un contorsionista nata".
Ma analizziamole da più vicino.
Categoria A: Pulite dentro e go-go dancer fuori
Sono le "arrizza piselli", quelle che quando passano emanano tutti i loro estrogeni in modo da inebriare la vittima sacrificale. Sono coloro per cui la stimolazione visiva è più importante della messa in pratica. Infatti il loro problema è che si fermano sul più bello: interpretano per tutta la sera la parte delle spigliate arrapate e poi, nel momento clou, come delle bambole gonfiabili non muovono un dito. La loro parola d'ordine è prendere, prendere e ancora prendere. Ebbene, care ragazze, o ci fate e ci siete, oppure non lo fate. La disillusione dal parte del maschio potrebbe essere pericolosa, funesta, dannosa. Insomma, un suicidio.
Ricordate: loro aspettano ciò che promettete.

Categoria B: Le pantofolaie
Pigiama della nonna, maschera verde anti punti neri e i cetrioli sugl'occhi. Le anti sesso per eccellenza. La trasformazione accade quando il rapporto, ormai assodato, non ha più bisogno di essere sostentato da seduzioni o giochi di ruolo. La vita di letto si limita a quella del dormire sonni profondi con accenni minimi a coccole la domenica mattina e il tastare la zona x è ormai off limits. Man mano che si va avanti  si dedica meno tempo all'amore pratico.
Ricordate: gli uomini ci patiscono. Per loro è un problema, una necessità, un bisogno da espletare come quello di fare pipì. Mettetevi una mano sul cuore e abbiate pietà.

Categoria C: Le stelle marine
Queste sono, senza dubbio, le mie preferite. Stanno sul letto sdraiate a X e non danno il minimo accenno di vita. Aspettano, ovviamente, che il loro uomo agisca: deve spogliarle, trafficare, fare movimento, girarle se è il momento, svegliarle se è il caso. Guardano l'orologio per vedere quanto manca alla fine e pur di non perdere la loro fiction preferita, la guardano di nascosto da sotto (si consiglia infatti di tenere il televisore spento durante le performance). La partecipazione non è da loro contemplata.
Ricordate: loro hanno imparato a fare da soli quando ancora noi giocavamo con le bambole.

black widow



Vi giuro che non voglio rubare il lavoro alle mie amiche fashion blogger. Mi riferisco soprattutto a Giulia e Marta di All you can wear, che mi sono state sempre vicino nella realizzazione di questo piccolo sogno. Ho deciso, però, di aprire all'interno di Molly, una sezione moda, in vista della collaborazione che si è instaurata da poco tra me e Cargo, shop online delle ultime collezioni uomo/donna nel panorama fashion internazionale.
Mi sono divertita tantissimo a farmi vestire, truccare, fotografare come una deficiente in giro per le strade, senza rivoluzionare completamente il mio "stile" (se così si può chiamare). Ovviamente non smetterò di scrivere minchiate, ve lo prometto, e di importunare i passanti in giro per Milano obbligandoli a diventare, per cinque microscopici secondi, i protagonisti dei miei scatti (sono solita seviziare chi mi contraddice, a buon intenditor poche parole). 
In ogni caso, se mi volete un po' di bene, seguite su Instagram il negozio (@cargoabbigliamento), e passate le vostre ore libere sul sito, sennò mi licenziano. All'ora di pranzo non sapete cosa guardare? Il sito di Cargo vi allieterà con i suoi 17333892 articoli da spulciare. Non riuscite a fare la cacca e avete bisogno di intrattenervi in qualche modo? Il sito di Cargo verrà in vostro soccorso. State facendo l'amore con il vostro partner ma siete in procinto di addormentarvi come delle lucertole al sole? Ecco per voi il sito di Cargo! A parte gli scherzi, visualizzate, visualizzate, visualizzate, altrimenti vi lancio le macumbe peggio di Vanna Marchi.
Mi auguro che questo progetto possa piacervi. 
Buon lunedì a tutti.

Ps. A volte ho la faccia da triglia, ma sorvolate. I miei genitori mi hanno concepita così.






PITTI (#PART 1)


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Mariano Di Vaio (mdvstyle.com)

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blogger tra cui Filippo Fiora e Filippo Cirulli (thethreef.com)

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Irene Colzi (ireneccloset.com)

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il fotografo di moda e stilista Manos Samartzis